Caso Prof. Carlo Gilardi, la mia lettera al ministro della giustizia

Ministro della giustizia
On. Alfonso Bonafede
Via Arenula, 70, 00186 Roma

Egregio Ministro,
con la presente intendo portare alla Sua attenzione, con la massima urgenza, una vicenda per la quale ho già presentato due interrogazioni parlamentari il 18 novembre e il 3 dicembre u.s. La vicenda riguarda la triste storia di Carlo Gilardi, cittadino italiano di 90 anni residente nel comune di Airuno in provincia di Lecco, uomo molto benestante e riconosciuto come benefattore dell’intera comunità. La sua storia è stata resa nota da diversi servizi della giornalista della trasmissione Le Iene Nina Palmieri. Il sig. Carlo Gilardi, persona colta, lucida e intelligente, negli scorsi anni ha avuto assegnato un amministratore di sostegno, con lo scopo di proteggerlo da soggetti (oggi a quanto pare indagati) che avrebbero approfittato o avrebbero potuto approfittare della sua innata generosità.
Da quel momento, come ampiamente documentato dall’indagine giornalistica, il sig. Gilardi si è ritrovato a dover chiedere all’amministratore di sostegno il permesso per poter effettuare qualsiasi tipologia di spesa attinente la sua vita e la sua attività, infatti, nonostante l’età, cura personalmente il suo fondo agricolo e i propri animali. Qualche mese fa, venuto a conoscenza di un ammanco di circa 40.000 euro dal suo conto corrente, e impossibilitato ad ottenerne i relativi estratti conto, il sig. Gilardi ha presentato un esposto contro l’amministratore di sostegno del tempo. A seguito di tale esposto il giudice tutelare ha provveduto a sostituire l’amministratore di sostegno, nominando il nuovo ed attuale, Avv. Barra.
Al quadro esposto si aggancia, da quanto appreso, una inchiesta giudiziaria che vedrebbe diversi indagati per presunti tentativi di circonvenzione del sig. Gilardi al fine di profittare del suo ingente patrimonio.

Alla fine di ottobre il sig. Gilardi, sembrerebbe contro la sua volontà e con metodi coercitivi, è stato ricoverato presso una Rsa, tenuta segreta, facendone perdere ogni traccia fino all’esplosione del caso in tv il 17 novembre.

Il 18 novembre, come detto, ho presentato a Lei e al Ministro della Salute On.Speranza un’interrogazione parlamentare spiegando il caso e chiedendo un intervento urgente.

In seguito ho immediatamente interpellato il Tribunale di Lecco, per avviare una interlocuzione sul tema, dal punto di vista istituzionale e senza voler entrare nel merito giudiziario della vicenda, ma il Presidente, con le mail che allego, ha risposto con toni che mi evito di commentare ma che potrà valutare leggendo i documenti.

Nei giorni seguenti mi sono attivato per individuare la Rsa in cui è ricoverato il sig. Gilardi e, ottenuta l’informazione, ho scritto una mail alla Direzione per chiedere un incontro riservato fra me e il sig. Carlo. Dalla direzione è pervenuta una risposta con la quale si demandava la decisione all’amministratore di sostegno del Gilardi. Nel mentre, sembrerebbero emerse ulteriori criticità nella vicenda, sempre grazie ai servizi delle Iene. Alcuni testimoni, oscurati in volto, asserivano di essere dipendenti della Rsa e segnalavano presunte manomissioni della cartella clinica del Gilardi.
Tutto ruota intorno ad un presunto Tso (non necessario e negato dall’avv. Barra) che sarebbe stato di fatto applicato al sig. Carlo per ricoverarlo coattivamente in Rsa, contro la sua volontà. Tso che sarebbe stato fatto sparire dalla cartella clinica dopo il primo servizio sul caso. Oltre a questo fatto, che se confermato sarebbe sconvolgente e penalmente rilevante poiché si tratterebbe di presunto falso in atto pubblico, vi sarebbero altri e diversi fatti poco chiari rispetto alla gestione del sig. Gilardi da parte dei diversi amministratori di sostegno. Tutto ciò ha creato moti di indignazione, rabbia e sconforto in milioni di cittadini che stanno seguendo il caso, insinuando ombre rispetto alle attività delle Istituzioni coinvolte.

Ho anche interpellato, attraverso posta certificata, l’avv. Barra chiedendo di essere autorizzato, nella qualità di Parlamentare della Repubblica, ad incontrare il sig.Gilardi in modo assolutamente riservato per accertarmi delle sue condizioni psicofisiche, certo di ricevere l’autorizzazione per farlo, ma l’avv. Barra, con motivazione che al sottoscritto sono apparse quantomeno deboli, ha espresso parere negativo, specificando che la decisione fosse concertata col Giudice tutelare.

Ho quindi scritto al Giudice tutelare, prospettando le ragioni alla base della mia richiesta e offrendo massima collaborazione nell’interesse del sig. Gilardi, ospitato da oltre 40 giorni, parrebbe contro la sua volontà, nella Rsa. E, lo ribadisco perché il dato è fondamentale, parliamo di una persona di 90 anni lucida, autosufficiente ed attiva. Anche il Giudice mi ha negato l’autorizzazione, concessa però al sindaco di Airuno (paese in cui è residente il sig. Gilardi) perché “rappresentante dei cittadini”, non valutando forse il dato che un Parlamentare rappresenta tutti i cittadini italiani, al contrario del sindaco di Airuno.

Pur comprendendo le ragioni addotte dal Giudice, ritengo che la scelta da esso compiuta e le motivazioni alla sua base siano state errate e lascio a Lei le relative riflessioni.

Nelle settimane a seguire, sempre grazie alla giornalista Nina Palmieri, sarebbero emerse ancora tante ulteriori “stranezze” nonché una seconda presunta manomissione della cartella clinica.

Appare evidente che vi siano diversi elementi da chiarire immediatamente, che se confermati risulterebbero gravissimi.

L’amministratore di sostegno ha dichiarato che il sig. Gilardi tornerà in casa propria quando sarà ripristinata la sua abitazione, senza fornire alcuna data certa. Ma, a quanto sostenuto dai testimoni di cui sopra, nel ricovero in Rsa sarebbe prevista la permanenza del Gilardi fino alla fine della sua vita.
Caro Ministro, ho cercato di sintetizzare una vicenda complessa e veramente molto triste che richiede un immediato intervento da parte dello Stato con un unico obiettivo: far tornare quanto prima il sig. Gilardi nella sua abitazione. È compito delle Istituzioni eliminare ogni impedimento e aiutare il sig. Carlo a tornare alla sua vita, alla sua casa, ai suoi affetti prima di Natale. La invito pertanto a voler dare mandato ai Suoi Uffici di approfondire in tempi brevissimi la vicenda al fine di valutare, come reiteratamente chiesto nelle mie interrogazioni, l’invio degli Ispettori ministeriali al fine di eliminare ogni possibile ombra sull’intera vicenda. E lo ripeto, ciò tanto a tutela del sig. Gilardi quanto a tutela delle Istituzioni coinvolte.

In allegato Le inoltro una mia comunicazione urgente e la relativa corrispondenza
relativa al caso del Sig. Carlo Gilardi:
– comunicazione urgente;
– interrogazione presentata il 18 novembre u.s.
– email inviata al Tribunale di Lecco del 18 novembre u.s.
– risposta tribunale di Lecco del 20 novembre u.s.
– email inviata al Tribunale di Lecco del 20 novembre u.s.
– risposta Tribunale di Lecco del 23 novembre u.s.
– email alla Rsa del 24 novembre u.s.
– risposta della Rsa del 24 novembre u.s.
– risposta Avv. Barra del 25 novembre u.s.
– email inviata all’Avv. Barra del 26 novembre u.s.
– risposta Avv. Barra del 30 novembre u.s.
– email inviata al Tribunale di Lecco del 30 novembre u.s.
– risposta Tribunale di lecco del 2 dicembre u.s.
Nei documenti inoltrati sono inclusi anche gli allegati dell’interlocuzione avuta con il tribunale di Lecco.