Il Recovery plan e la famiglia, vero tesoro da tutelare e valorizzare

Cari amici, a partire da questa settimana pubblicherò qui editoriali e contributi ideali che diversi amici professionisti scriveranno appositamente.
Ringrazio l’amico prof. Wojtek Pankiewicz per questo suo interessantissimo contributo!

15 aprile 2021 – Per far ripartire l’Europa dopo la pandemia da Coronavirus, lo scorso luglio, l’UE ha approvato il Next generetion EU, noto in Italia come Recovery Fund o “Fondo per la ripresa”.
Si tratta di un fondo speciale volto a finanziare la ripresa economica del vecchio continente nel triennio 2021-2023 con titoli di Stato europei (Recovery bond) che serviranno a sostenere progetti di riforma strutturali previsti dai Piani nazionali di riforme di ogni Paese: i Recovery Plan.

Lo stanziamento complessivo è di 750 miliardi di euro, da dividere tra i diversi Stati. L’Italia è tra i maggiori beneficiari di questa misura con un fondo pari a 209 miliardi di euro.
Ma quale piano generativo stiamo prevedendo con queste risorse?

Le famiglie sono molto preoccupate. Adriano Bordignon, Direttore del Consultorio Centro della Famiglia e componente del Forum Veneto delle Famiglie ha lanciato nei giorni scorsi un allarme a nome delle famiglie.
Le famiglie sono estremamente preoccupate per il presente, e ancor di più per il futuro che le aspetta.
Infatti, c’è un grande timore che i fondi del Recovery Plan, che graveranno come debito sulle giovani generazioni, non riescano ad intervenire su asset strategici come natalità e giovani.

L’Istat continua a comunicare dati inquietanti sulla (de)natalità: peggiori rispetto a quelli già drammatici degli scorsi anni.
Un allarme lanciato ciclicamente da oltre dieci anni, ma mai preso in considerazione.
La mancanza di fiducia nel futuro e le prospettive economiche sembrano essere tra gli elementi che influenzano maggiormente la “disponibilità alla generatività”.
Anche i progetti come il “Percorso Famiglia Fertile” attivati da questo consultorio possono influenzare ben poco l’andamento demografico se “l’ecosistema non è family friendly”.

Evidentemente, c’è il problema di una politica costantemente schiacciata sul presente. I nostri figli meritano, invece, risposte serie, anche perché i miliardi del Next Generation EU li stiamo prendendo in prestito dal loro futuro, senza neppure chiederglielo. Gravarli di un ulteriore fardello, senza offrire alcuna prospettiva di essere numericamente sufficienti per affrontarlo, rappresenterebbe l’ennesimo tradimento.

«La preoccupazione del Forum delle Associazioni Familiari è tanta. Davanti alla crisi economica e sociale delle famiglie italiane, aggravata dal Covid-19, e di fronte ai 209 miliardi di euro del Recovery Plan la sensazione, rispetto a chi può e deve costruirlo è che non ci sia un’idea definita di Paese, né di futuro. Una somma enorme, che non arriverà mai più». Questo quanto dichiara il Presidente del Forum Famiglie Calabria Claudio Venditti.

«Quando, negli scorsi anni, abbiamo chiesto risorse per il Patto per la natalità quale prima questione sociale del Paese, ci è stato risposto che non c’erano i soldi. Oggi, invece, il denaro ci sarebbe. Ma forse manca l’idea. D’altronde, le declinazioni dei progetti del Recovery Plan non le ha ancora viste nessuno. Abbiamo solo i punti-guida dell’Ue. In base ai quali, comunque, possiamo già affermare che senza un equilibrio intergenerazionale, non è possibile immaginare alcuna seria ed effettiva sostenibilità ambientale, né l’innovazione digitale e tecnologica avrebbe ricadute significative su un tessuto umano logorato e sempre più striminzito.

Sarebbe necessario un progetto che, ad esempio, sappia destinare fondi della voce ‘green new deal’ a iniziative di sostenibilità intergenerazionale. O che decida di investire parte della voce ‘parità di genere’ su misure per valorizzare il lavoro femminile e conciliarlo con la cura dei figli. La sensazione che si ha, al momento, è che quanto si sta pensando per il Recovery Plan sia una somma di singoli progetti che vanno incontro a istanze portate dai vari gruppi d’interesse e non hanno come comune denominatore il “Bene comune”.. Non un disegno coerente e integrato che punti al bene comune del Paese. Il Forum delle associazioni familiari è fortemente convinto che investire sulla demografia e sulla famiglia, nell’ambito del Next Generation EU e delle Leggi di Bilancio, sia la via più efficace e più giusta per pensare al futuro e per contribuire al rilancio economico e sociale del Paese. Perché i figli sono uno dei principali ‘generatori di PIL’ e di benessere sociale».

Intanto, un anno di riflessione sull’Amoris laetitia. È quello annunciato da Papa Francesco prima della recita dell’Angelus, domenica 27 dicembre 2020, Festa della Sacra Famiglia , in occasione del quinto anniversario di promulgazione dell’Esortazione apostolica che è stato il 19 marzo 2021.
E’ un’opportunità per approfondire i contenuti del documento, ha precisato il Santo Padre, che si concluderà a giugno 2022: “Queste riflessioni saranno messe a disposizione delle comunità ecclesiali e delle famiglie, per accompagnarle nel loro cammino. Fin d’ora invito tutti ad aderire alle iniziative che verranno promosse nel corso dell’anno e che saranno coordinate dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita”.

Per le famiglie del mondo quest’anno rappresenterà dunque, nelle intenzioni del Papa, un cammino di approfondimento dei contenuti del Documento, frutto dei due Sinodi sulla famiglia svoltisi nel 2014 e nel 2015, siglato il 19 marzo e diffuso l’8 aprile 2016. Un Documento dedicato all’amore nella famiglia, come dice il chirografo che l’accompagna, per “il bene di tutte le famiglie e di tutte le persone, giovani e anziane”.

Ma la famiglia è la cellula fondamentale della società non solo per i cattolici, infatti La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata a Parigi, il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite al comma 3 dell’articolo 16 così recita : “La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”.

Nel 1994 l’Assemblea Generale dell’Onu ha fissato la data del 15 maggio per la Giornata Mondiale della Famiglia, riconoscendo che è il “fondamentale gruppo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi membri, in particolare i bambini”. Auspichiamo che il Governo, il Parlamento e tutte le forze politiche del Paese vogliano finalmente comprendere che la famiglia è il vero tesoro da tutelare e valorizzare, agendo di conseguenza.
Wojtek Pankiewicz – già Professore presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sociali e del Territorio dell’Università degli Studi del Salento.